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Visual storytelling: come è cambiata la comunicazione

Perché è importante applicare una strategia di visual storytelling nella comunicazione digitale

Cosa significa fare visual storytelling? Significa creare una comunicazione persuasiva basata sulle immagini e non più sul solo testo.

Con l’avvento dei social network, il fenomeno dell’infobesity è notevolmente aumentato: quotidianamente assistiamo ad un sovraccarico di notizie ed informazioni e questo fenomeno, anziché incentivare l’informazione, sortisce l’effetto contrario.

L’utente non è più attento a ciò che vede o legge online.

Non a caso, diverse ricerche hanno dimostrato che l’attenzione media di un utente internet è pari ad 8 secondi. Ci pensi? È pochissimo.

Da questo motivo nasce l’esigenza di coinvolgere le community attraverso strategie differenti, basate su elementi che vanno a catturare l’occhio dell’utente per un tempo decisamente superiore rispetto a quello di attenzione media.

Ed ecco che entra in gioco il visual storytelling, ovvero l’arte di narrare storie attraverso elementi visivi coinvolgenti, che possono essere foto, grafiche, infografiche o video.

Cosa significa fare del buon visual storytelling?

Visual storytelling non pubblicare una foto su Instagram con un bel filtro e non è nemmeno girare un video in loop con Boomerang. Brutte notizie: neanche affidarsi ad un video maker per fare il video più figo del mondo significa attuare una strategia di visual storytelling.

O meglio, è anche questo ma non solo. Applicare una strategia di visual storytelling significa per prima cosa avere ben chiari gli obiettivi.

Vietato improvvisare: ne va dell’identità del brand.

La prima cosa da fare è quindi fare uno step dedicato all’analisi: stabilire obiettivi misurabili, verificare le mosse dei vari competitor per evitare di incappare negli stessi errori, comprendere le esigenze del target, e così via.

Poi si definisce una strategia, quindi si va a comprendere come muoversi per raggiungere la serie di obiettivi fissati a monte. Ed è solo dopo aver analizzato e definito la strategia che entra in gioco la creatività: questo è il momento di lasciare libera la mente per inventare tutta una serie di elementi narrativi per il coinvolgimento della community.

Ovviamente la cosa importante è poi poter misurare i risultati per comprendere cosa ha funzionato e cosa no, di modo da aggiustare il tiro strada facendo.

Social network e visual storytelling

La chiave per la diffusione di un buon visual storytelling sono proprio i social network: un grosso tribunale composto da miliardi di utenti in grado di contribuire alla viralità o al fallimento di qualsiasi campagna di marketing (non solo visual).

I contenuti viaggiano alla velocità della luce e a tal proposito mi viene in mente Piovono Zucchine, un ristorante vegano nel centro di Bari. Se non fosse stato per le migliaia di condivisioni di quella pessima campagna visual, io che sono di Monza non sarei mai venuta a conoscenza di questo ristorante (e avrei vissuto comunque serenamente).

Invece, poiché la loro grafica ha fatto parecchio scalpore data la speculazione su una tragedia come il terremoto in Abruzzo, il grande tribunale social ha deciso di condannarli condividendo gli screenshot, contribuendo così alla viralità di questo enorme fail. Nel giro di un paio d’ore la faccenda è diventata di dominio pubblico, andando a coinvolgere anche i meno attenti sui social network.

Visual Storytelling Day: due giornate per imparare

Per saperne di più sulle dinamiche del visual storytelling ti consiglio di venire a Sesto San Giovanni il 26 ed il 27 maggio, al corso organizzato da Studio Samo. Due giornate intense in cui sul palco si alterneranno relatori come Cristiano Carriero, Valentina Tanzillo, Valentina Falcinelli, Nicola Carmignani, Valentina Vellucci, Carlotta Silvestrini, Moreno Scorpioni, Veronica Ramos, Elisa Spinosa e Antonio Meraglia.

Ci sarà anche una divertente special guest: Il Milanese Imbruttito, che da fenomeno social iniziato con delle semplici grafiche è diventato una vera e propria case study.

Ti rimando al mio racconto dello scorso anno per farti capire qualcosa di più su questo corso di formazione e capirai che non puoi assolutamente mancare all’edizione 2017.

Ti faccio un regalo: inserisci il codice visualvalebaldon per avere il 30% di sconto sul costo dell’evento.


Spero di averti aiutato a comprendere qualcosa di più sul visual storytelling.
Ci tengo a sapere cosa ne pensi, quindi fammelo sapere qui o sulla mia pagina Facebook.
Infine, se hai trovato l’articolo utile, condividimi con la tua rete 🙂

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